Episodio 3 * La missione unghia spezzata

Alessandra si riebbe con un gran mal di testa. Si alzò ma faceva fatica a stare in piedi, perciò cercò appoggio a una parete e vide che le sue mani avevano qualcosa di strano, erano molto pelose.
Si guardò attorno, si trovava in una caverna.
Che diavolo stava succedendo?

Si specchiò in una pozzanghera e le mancò il respiro.
I suo occhi erano diventati grandi e gialli, il viso ricoperto di piume e un becco adunco al posto del naso e della bocca.
Aveva la testa di un gigantesco gufo.
Il corpo era messo anche peggio: grasso e tondo, bianco sulla pancia e nero sulle zampe. Sembrava un orso, anzi, un panda.
All’improvviso sentì un grido lacerante provenire dall’esterno della caverna. Alessandra si precipitò fuori e vide una scena orribile: una ragazza stava scappando da un misterioso inseguitore. La vittima aveva un pomposo vestito rosa con ricami in pizzo e una preziosa tiara sull’elaborata acconciatura. Chi la inseguiva sembrava anch’essa una principessa, solo che indossava un abito meno ingombrante e aveva un mantello con cappuccio nero verde scuro calato sul volto. L’inseguitrice brandiva un lungo stiletto con l’elsa finemente decorata.
La principessa inciampò nel vestito e rovinò a terra scomparendo nella vaporosa gonna. L’altra ragazza le fu subito sopra cercò di immobilizzarla quando, in uno scatto d’istinto, Alessandra si lanciò sulla ragazza e le mollò una zampata sulla mano, facendole perdere la presa sul pugnale.
Con un’altra zampata la bestia la spinse a terra. Nella caduta il cappuccio si sollevò e Alessandra riconobbe il volto della figlia in quello della criminale.
«Carlotta! Che stai facendo?!» urlò la donna con una voce quasi metallica.
La figlia, sconvolta, gattonò finché non riuscì ad alzarsi e se la squagliò in un lampo.
«Fermati!» le gridò dietro Alessandra.
«Grazie Gufopandanator! Mio eroe! Ti devo la vita!» esclamò la principessa riemergendo dal tulle dell’abito.
«Chi è il Gufopandanator?» ribatté Alessandra perplessa.
«Che sciocchino che sei» disse la principessa con un risolino «Ma sei tu!».
«Perché voleva ucciderti? Che cosa è successo? Ha ucciso i tuoi genitori? È successo qualcosa di grave, di irreparabile?» chiese Alessandra.
«No! Eravamo a un gran ballo di corte e le si è spezzata un unghia prendendo un piattino col dessert e noi abbiamo riso di lei…»
«Per così poco?»
«Sì! È andata fuori di testa! Ha già rapito la principessa Risolina, la Bellarosa e perfino la povera principessa Carotosa. È così triste vedere in giro gente che non sa indossare l’arancione con la sua disinvolta eleganza!».
Ad Alessandra tornò in mente quella volta che Carlotta era tornata a casa in lacrime da una festa di compleanno e quando lei le aveva chiesto il motivo era venuto fuori che si trattava semplicemente di un’unghia rotta.
La madre non ci aveva dato tanto peso, ma per la figlia era stata una cosa molto seria, perchè le sue amiche l’avevano presa in giro, umiliata di fronte a tutti e lei si era vendicata con il gesto più drastico e terribile a cui potesse ricorrere: le aveva eliminate da Facebook e bloccate su Whatsapp.
Il fatto di non averla presa sul serio aveva portato Carlotta a rintanarsi nella sua camera per due giorni e non parlare con lei.
Quella volta aveva risolto organizzandole una festa a sorpresa con le sue amiche le quali, per farsi perdonare, le avevano regalato un buono di gruppo per una giornata dall’estetista.
Così realizzò che forse la soluzione, per far cessare quei rapimenti, era organizzare un gran ballo a sorpresa in suo onore.
Non era stato per niente facile convincere le principesse scampate alla cattura – e i loro genitori – organizzare una festa in onore della criminale, ma alla fine si convinsero che era un tentativo valido per risolvere la crisi.
Per sicurezza, in ogni caso, ci sarebbe stato un piccolo esercito nascosto in giro per il castello della principessa Carlotta, pronto a intervenire.
La festa si rivelò un clamoroso successo.
L’affetto dimostrato dalle sue amiche – e anche la fatina delle unghie che aveva allestito un’angolo di bellezza nel salone – aveva fatto capire a Carlotta di aver esagerato e Risolina, Bellarosa e Carotosa erano state liberate.
Il Gufopantanator però non era riuscito a godersi quella vittoria che in un attimo tutto cambiò ancora una volta.

Un pensiero su “Episodio 3 * La missione unghia spezzata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...