Storie Sottosopra

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…e se le fiabe che conosciamo fin da bambini fossero scatole cinesi di storie dentro le storie? Rovesciandole sul tavolo rotolerebbero fuori tutti i personaggi che le compongono, si mescolerebbero e si capovolgerebbero!
Magari proprio i cattivi di queste fiabe salirebbero in cima alla pila, quel punto non ci resterebbe che ascoltare le loro storie sottosopra

Vi siete mai chiesti chi fosse a capo dei Bambini Sperduti prima dell’arrivo di Peter Pan sull’Isola che non c’è?
Oppure vi è mai passato per la mente che forse la strega di Hansel e Gretel non fosse così cattiva, un tempo, e che magari qualcuno l’ha fatta arrabbiare?
Di sicuro non vi sarete mai interrogati sul fatto che il Lupo Ezechiele un tempo potrebbe non essere stato un lupo e che avesse tutt’altre aspirazioni che mangiarsi tre porcellini grassottelli!
Beh… i bambini delle classi terza B, quarta B e quinta C si sono fatti tutte queste domande e la risposta… la trovate in questo libro!

CONTIENE:
“Una pessima idea”
scritto dalla 3a B

“Un patto, un sacrificio”
scritto dalla 4a B

“Attenti al Lupo!”
scritto dalla 5a A

“Il Tema di Giorgia”
scritto da Fabio Cicolani

Prefazione
di Fabio Cicolani

“I believe the children are our future.
Teach them well and let them lead the way.
Show them all the beauty they possess inside”.

Credo che i bambini siano il nostro futuro, insegna loro per bene e lascia che si facciano strada, mostragli tutta la bellezza che hanno dentro. Tradurre é sempre un po’ tradire, si dice, ma il senso della celebre canzone scritta da Michael Masser e Linda Creed e portata al successo dalla compianta Whitney Houston, é quello.
Negli occhi dei bambini della terza B, della quarta B e della quinta C ho visto gli astronauti, gli ingegneri, gli artisti e anche gli scrittori del futuro, un prato sconfinato di boccioli coloratissimi, vivaci, pronti a spalancare i loro petali al sole del domani, anche se coperto da qualche nuvola, pronti ad affrontare le tempeste all’orizzonte.
Hanno otto, nove, dieci anni questi eroi e sono ancora nella fase in cui credi che tutto sia possibile e che la sbucciatura al ginocchio fa male ma domani niente ti impedirà di tornare a giocare.
Sono entrato nelle loro classe con i miei papillon e i miei gilet pronto a fare il maestro “vecchia maniera” e ad avvicinarli al caleidoscopico mondo della scrittura creativa come un fuoco d’artificio ma ho visto stelle molto più brillanti di me sedute a quei piccoli banchi.
Scrivere é un processo che si sviluppa quasi parallelamente a quello del parlare ma troppo spesso si da per scontato che un bambino impari a farlo con la stessa agilità. Come per i grandi, dare forma al nostro mondo interiore é impresa tutt’altro che intuitiva ed é solo facendo capire ai bambini che esistono metodi e tecniche precise per farlo, che possiamo riuscire a capirli con – e soprattutto – la scrittura.
La scrittura é, infatti, una forma di comunicazione molto più intima della parola che si avvicina tantissimo alla lettura del pensiero. “Scrivere é una magia” é il nome che ho dato al mio corso, perché tale la considero.
Bambini taciturni e riservati si svelano nelle loro pagine scritte con cura e sentimento, altri, più loquaci, scrivono il contrario di quello che dicono. Se per i bambini cresciuti come me a volte la scrittura é terapia e allo stesso tempo specchio del mio mondo interiore, questo elemento si eleva all’ennesima potenza nei bambini veri, quelli col sorriso e la lacrima facile o quelli con le labbra sigillate e gli occhi spalancati dalla meraviglia.
I racconti che troverete in queste pagine svelano mondi nascosti e un linguaggio nuovo col quale raccontare fiabe note, quasi un desiderio di rinnovamento dell’ideale fantastico. Con la loro strega supereroina Amarena, i bambini di terza hanno raccontato una storia di rivalsa contro le ingiustizie e gli scherzi maligni; una storia sottosopra impeccabile, in cui i cattivi sono proprio Hansel e Gretel.
Con i loro bambini sperduti dell’Isola che non c’é ante-Peter Pan i bimbi di quarta hanno parlato delle dinamiche sociali di un gruppetto guidato dal capo sbagliato, un giovanissimo Capitan Uncino.
Infine i bambini di quinta hanno esorcizzato il desiderio di fama e potere raccontando di un fattore di nome Ezechiele e di un porcellino molto furbo. Come questo dinamico duo si tramuterà nella celebre fiaba dei Tre Porcellini e il Lupo, sta a voi scoprirlo.
A loro credo rimarrà sempre il gusto di un viaggio straordinario nella testa e nei testi, a voi, questo prezioso libro e a me tante cose: dai maiali mannari ai modestamente modesti anche noti come “banda bassotti” di quinta, ai Carletto, Aristide, Brigida, Psy di terza al posto dei nomi che non riuscivo a imparare e infine il tesoro che ho scoperto nei bambini di quarta, il genio di Ruzzle (e non solo) Ale Pugi, la dolcissima Martina, il silenzioso Angelo, l’entusiasmo di Davide e Samuele, il talento pulsante di Penny, Arianna, Greta, Marta e Wissal.
Tutti mi hanno dato qualcosa, anche se non li ho nominati, ho i loro volti sorridenti stampati nella memoria e l’immagine che non scorderò é la selva di mani alzate, dritte come girasoli, sempre attente e partecipi.
Vi lascio a queste storie sottosopra, le loro storie e la mia come vagone di coda che altro non é che l’elogio finale al lavoro straordinario che queste tre classi hanno svolto con me e con le meravigliose maestre Daniela, Anna e Betti.
Buon ruzzolone!

libri

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