Episodio 1 – Una telefonata illuminante

«Vorrei venti ciambelle, cinque con glassa al cioccolato e zuccherini colorati, cinque ripiene di marmellata alla fragola, senza glassa e con zucchero di canna, cinque ripiene con il cioccolato fondente e glassa al cioccolato bianco e le ultime vuote con glassa alla vaniglia e gocce di cioccolato al latte!» ordina la signora pienotta con le guance rosa in tinta con il cappotto e il cappellino stracolmo di fiocchi e fiocchetti.
Inizio a disporre le ciambelle sul vassoio svogliatamente.

«Faccia in fretta che sono di corsa. Ma non le rovini sovrapponendole! “La presentazione è importante” dice sempre Ernst Knam!» puntualizza la donna.
Che rompiscatole penso.
Odio questo lavoro. Dovrei essere a rintracciare il Drago Nero e invece sono qui a sistemare con cura ciambelle e affettare panini.
Squilla il cercapersone, guardo il numero mentre incarto il vassoio con i dolci.
È il mio superiore.
«Si muova! Le ho detto che sono di corsa!» insiste la signora con tono scocciato.
Le allungo il vassoio con un finto sorriso e lei va alla cassa con passo spedito.
Vado nel retrobottega, prendo il barattolo degli Smarties e tiro fuori il cellulare di servizio. Compongo il numero della sede centrale a Washington. Risponde una voce sconosciuta.
«Si identifichi» ordina.
«Agente John Peter Ashfield, matricola 609. Sotto copertura a Londra presso la pasticceria Mister Baker in Tudor Street» dico con voce metallica.
«Qui è il detective Peterson. Sostituisco il comandante Jameson, è dovuto partire stanotte per il caso Origami a San Francisco. Faccia il punto della situazione, prego. Progressi sul caso del Drago Nero?» chiede.
«Nessuna svolta decisiva. Sto seguendo la pista del liceo. L’ultima vittima risale al mese scorso. Sembra che tutte le vittime siano nate nello stesso anno, il 1989. Sospetto che anche il killer abbia venticinque anni»
«È maschio o femmina?»
«Non ne sono ancora certo. Sospetto che si tratti di un uomo, perché le vittime sono tutte donne, che risultano tra le più popolari della scuola»
«Ho qui il suo fascicolo. Ha un modus operandi molto curioso, questo Drago Nero…»
«…sì, le rapisce e le tiene segregate non più di una settimana. Mentre sono prigioniere vengono torturate e umiliate. Rasa loro i capelli, ad alcune strappa i denti o le unghie, altre le sfigura con l’acido formico. Alle ultime due vittime sono state anche messi alcuni piercing, al labbro e al sopracciglio…»
«E il Drago Nero?»
«È un tatuaggio rinvenuto sul petto di ogni vittima, un drago di profilo con le ali allineate e la coda attorcigliata»
«Altri indizi?»
«Nessuno, per ora.»
«Ho la foto del tatuaggio davanti a me. È un drago molto strano… mi ricorda quello dello stemma della squadra di hockey del mio college…»
Chiudo la chiamata bruscamente. Ho avuto un’idea.

Prosegui con l’episodio 2

19 pensieri su “Episodio 1 – Una telefonata illuminante

  1. Il pensiero è più che positivo, l’idea è molto intrigante ma… Il nome del boss del cioccolato non è Enest, bensì Ernst… Troppo facile con la vocale per essere “crucco”.
    Pignoleria di lettrice e spettatrice di Real Time 😉

  2. Molto bello,fantasioso e interessante,ma quando dice”CHE ROMPISCATOLE,penso”su penso ci voleva l’accento sulla O.
    Comunque anche io sono dell’istituto comprensivo n.9 a bologna,perchè anche io sono uno studente delle scuole elementari,però sono di 4.B e conoscendo questa classe,OTTIMO!!!!!!!!!!

  3. Molto bello,fantasioso e interessante,ma quando dice”CHE ROMPISCATOLE,penso”su penso ci voleva l’accento sulla O.
    Comunque anche io sono dell’istituto comprensivo n.9 a bologna,perchè anche io sono uno studente delle scuole elementari,però sono di 4.B e conoscendo questa classe……..OTTIMO!!!!!!!!!!

  4. Ciao Natale, il racconto è scritto in prima persona al presente indicativo, quindi è “io penso”, prima persona presente e non “lui pensò” terza persona passato remoto, quindi va bene 😉

  5. Ola fanciulli…io vorrei andare da un tatuatore…troppo facile il college londinese…continuate così che mi sono già appassionata. Bravissimi

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