Il piano di Gregor

Gregor aspettava l’arrivo dei Martinelli da quasi due ore. Seduto sulla poltrona della hall, sorseggiava una gustosa birra islandese e ripensava a tutto quello che aveva passato per arrivare fin lì.
Tutta colpa di quel maledetto testamento. Lui e suo cugino Angelo avrebbero dovuto ereditare una grossa fortuna dalla loro nonna Hilda, ma quando la donna aveva scoperto che Angelo era seppellito dai debiti di gioco e con gli scagnozzi sulle sue tracce per riscuotere il denaro, aveva cambiato il testamento in favore di Gregor e da quel momento la sua vita era diventata un vero incubo.

Angelo aveva scoperto il cambio del testamento e aveva fatto di tutto per distruggerlo prima che venisse consegnato al notaio islandese.
Messo alle strette, Gregor aveva ideato un finto concorso con in premio un viaggio in Islanda. Aveva individuato come vittime della truffa una famiglia in crisi, i Martinelli, certo che non vedessero l’ora di partire per una vacanza e fuggire dalla loro triste situazione.
Gregor aveva messo tra i documenti della vacanza premio, una busta chiusa con il testamento con scritto dietro “da consegnare sigillata all’hotel Nordika di Reykjavik”.
Poi li aveva seguiti in aeroporto e preso il loro stesso volo. Senza bagagli e con una macchina privata, era arrivato all’Hotel Nordika con molto anticipo e si era preso una birra al bar dell’albergo.
La porta automatica si apre e Gregor cerca di trattenere la felicità nel vedere i tre malcapitati attraversare la hall fino alla reception.
Li vede parlare animatamente con la ragazza al desk e rendersi conto di essere vittime di una truffa, la sua.
A quel punto Gregor si avvicina al signor Enrico e lo prende in disparte.
«Salve, mi chiamo Gregor, anche io alloggio in questo hotel. Cosa succede? Posso aiutarvi?» chiede Gregor.
«Crediamo di essere stati vittime di una truffa, e non sappiamo dove passare la notte o anche pagarci una cena. Avevamo vinto un viaggio premio a un concorso ma sembra che l’unica cosa pagata sia il volo per arrivare qui…»
«Ah, che cosa spiacevole. Posso vedere la documentazione di questo strano concorso? Lavoro per un’agenzia viaggi, sono esperto di queste cose»
«Certo!» risponde Enrico.
In quel momento Niccolò, il figlio della coppia, insospettito da una busta sigillata che riportava la scritta “Da consegnare sigillata all’hotel Nordika di Reykjavik”, si era nascosto nei bagni e aveva aperto la busta.
I fogli all’interno erano scritti in inglese e Niccolò aveva capito soltanto che si trattava di un testamento e che riportava proprio il nome di Gregor.
Qualcuno bussa alla porta mentre Niccolò rimette i fogli nella busta.
«Niccolò, hai preso tu i documenti del viaggio?» chiede il padre.
Il ragazzino esce e guarda il padre con aria sospettosa.
«Papà, c’è qualcosa che non mi convince. In questa busta c’è un testamento in cui si nomina un certo Gregor. Non è il signore con il quale stavi parlando poco fa?»
«Sì, è lui!» dice Enrico prendendo i documenti.

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