Chi l’avrebbe mai detto?

«AAAHHHHHHH!».
Un urlo agghiacciante esplose nell’oscurità. Giulia aprì gli occhi e si ritrovò sdraiata sul pavimento di una cucina che non era la sua.
Il soffitto era pieno di crepe, i mobili erano vecchi e scassati e c’era anche puzza di muffa o qualcosa che era andato a male.

Si sollevò in piedi e si accorse che era molto più alta. Il ripiano accanto il fornello era in condizioni rivoltanti: c’era farina sparsa ovunque, il latte rovesciato e il burro sciolto che colava sul pavimento. Un paio di uova erano spiaccicate sul vetro e la ciotola traboccava di una poltiglia schifosa. In quel momento una goccia rivoltante e giallastra le cadde sulla fronte, Giulia sollevò lo sguardo e vide che il soffitto era pieno di macchie di crema.
«In che posto schifoso sono finita?!» urlò.
Un bambino cicciottello la stava fissando in piedi di fronte al forno con le mani incrociate dietro la schiena. Aveva i capelli ricci e rossi impiastricciati di crema, e lo sguardo da mascalzone.
«Chi sei tu?» chiese Giulia.
Il bambino la guardò con aria interrogativa.
«Sono tuo figlio Mattia, mamma. Devi aver preso una botta molto forte!» rispose lui.
«Mattia, io non voglio finire nei guai per colpa tua, quindi metti tutto a posto e dimmi come cavolo faccio a uscire da questa stalla che, sono convinta, credi sia una casa!» esclamò Giulia.
Per tutta risposta Mattia afferrò un mattarello impiastricciato e le diede una mazzata in testa. Giulia stramazzò a terra con la testa che le esplodeva.
«Ma che diavolo hai fatto!» gridò.
«Sto cercando di aiutarti! Non hai visto che in Tom & Jerry quando prendi una botta e non capisci più niente, ne serve una più forte per farti tornare la ragione?» spiegò Mattia.
«Ma quello è un cartone animato! La mia testa non è un gatto scemo!» obiettò Giulia massaggiandosi il bernoccolo che le stava spuntando sulla fronte.
Andò in bagno e si sciacquò la faccia, si guardò allo specchio vide che era una persona diversa: i suoi capelli biondi e lisci si erano trasformati in una cofana di capelli rossi e crespi, i suoi occhi verdi erano diventati nocciola e perfino il nasino piccolo e carino era cambiato, ora era una patata tonda che sovrastava la bocca sottile.
Si guardò i vestiti, indossava degli stracci comprati al mercato o peggio, dai cinesi, e le sue bellissime scarpe firmate erano state sostituite da delle orrende snickers di gomma.
Non era più Giulia, il portinaio celeste l’aveva fatta reincarnare in una poveraccia senza speranza e senza neanche i soldi per un parrucchiere.
Andò in quella che doveva essere camera sua per cercare qualcosa di più accettabile da mettere e vide una foto sul comodino con un uomo dal volto familiare.
Era suo padre! Cioè, era il padre di Giulia.
Dietro la foto c’era scritto: Anna e Carlo per sempre.
La vista le si annebbiò per un secondo ed ebbe un flashback della vita passata della donna in cui si era reincarnata.
C’erano lei e suo padre abbracciati, si baciavano in un parco dietro a un cespuglio di rose. Poi un’altra scena in cui suo padre la lasciava per tornare dalla moglie – sua madre Valeria – e lei scopriva di essere rimasta incinta.
Giulia si sedette sul letto, con la testa che le girava fortissimo. Non aveva mai saputo di avere un fratellastro, anzi, suo padre non aveva mai neanche detto niente di un’altra donna.
Forse questa sfigata, questa Anna, non gli aveva mai rivelato di aspettare un bambino ed era rimasta in disparte per tutti quegli anni.
Forse era venuto il momento di sistemare questo pasticcio.
Forse in questo modo si sarebbe guadagnata il Paradiso.

2 pensieri su “Chi l’avrebbe mai detto?

  1. Da Michela R.
    Ehi Fabio sono un alunna della 5 B Garibaldi. Sai ho votato Ariana Grande non per farti un dispetto…o forse si ma io dovevo farlo perché sono nel club delle ARINATOR….quindi…
    Comunque attendo tua risposta anche perché vorrei un tuo parere: meglio se mi chiami “CETRIOLINA” o “SCARAFAGGINA” o ancora meglio “MIC-GRANDE”????

  2. Bello sapere che c’è un club delle Arianator… c’è anche un reparto psichiatrico apposta all’Ospedale Maggiore, se vuoi ti accompagno. Ti mettono una camicia di forza rosa e le extensions.

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