Un inaspettato viaggio premio

La lettera arriva a casa Martinelli un mercoledì mattina d’agosto. Si stava avvicinando un forte temporale perchè il cielo si era coperto di nuvole scure, l’aria umida era diventata fredda e pesante.
Ci sarebbe voluta una vera vacanza. Il padre di Niccolò aveva perso il lavoro i primi di giugno perchè l’azienda per la quale lavorava aveva chiuso.
In quei mesi aveva provato a cercare un nuovo lavoro e perfino partecipare ai concorsi per vincere qualsiasi cosa, soldi, elettrodomestici, viaggi.
La madre, Monica, apre la busta e urla di gioia.
Il padre, Enrico, si precipita all’ingresso.

«Tesoro, che succede?» grida l’uomo.
«Gu… Guarda!» ribatte Monica porgendogli la lettera tremando dall’emozione.
Enrico afferra il foglio e si mette a leggere.
«Abbiamo vinto un viaggio?!» esclama dopo poco.
«Dove?» domanda Niccolò entusiasta.
«In Islanda!» risponde Enrico.
«Ho sempre sognato di andare in Africa!» esulta Niccolò.
Monica si avvicina al figlio e lo accarezza sulla testa.
«Devo parlare con il tuo insegnante di Geografia… l’Islanda è al nord, zuccone!» gli dice la madre.
«Prepara le valigie e metti i vestiti della montagna, tesoro. Partiamo tra due giorni!» ordina Enrico abbracciando la sua famiglia.
Intanto, fuori, aveva iniziato a piovere e Niccolò sperava che, anche se era al nord, l’Islanda fosse calda abbastanza per andare al mare e fare il bagno nella barriera corallina.

Niccolò si sveglia sudato e con il cuore in gola.
Aveva fatto un incubo orribile, quella notte. Aveva sognato che il viaggio appena vinto era una truffa, che una volta arrivati a destinazione non avrebbero trovato nessun albergo prenotato.
Il ragazzino prova a riprendere il sonno nella speranza di svegliarsi senza quell’incubo che gli ronzava in testa ma niente, proprio non riusciva a riaddormentarsi.
Decide allora di andare in cucina a bere un bicchiere d’acqua. I suoi genitori erano già lì, a preparare la colazione. Vedendolo preoccupato Monica gli va vicino.
«C’è qualcosa che non va?»
«Niente, niente!» risponde Niccolò.
«Eppure stamattina sei strano…» insiste la mamma
«Ho fatto un sogno terribile riguardo alla vacanza»
«Non ti preoccupare, i sogni non si avverano mai, comunque, che sogno hai fatto?»
«Ho sognato che il nostro viaggio era solo una truffa»
«Che stupidaggini! Facciamo colazione e prepariamoci per andare in aeroporto» interviene Enrico.
Niccolò conosce suo padre, sa che protestare non serve a niente, per cui obbedisce malgrado i suoi pensieri.
«Metti nella valigia le calze che ti ha regalato la nona Miriam a Natale… e anche il maglione» gli ordina Monica.
«Quale? Non quello…»
«Sì, proprio quello blu con i fiocchi di neve»
«Mi rideranno dietro tutti gli islandesi…» si lagna Niccolò.

Il viaggio in aereo è lungo e stancante ma bellissimo. Dal finestrino Niccolò vede prima tutta l’Europa, poi l’Oceano Atlantico e, dopo qualche ora, l’Islanda appare sotto di lui. L’isola ha una forma strana, simile a una tartaruga, si vedono ghiacciai a non finire e pennacchi di fumo uscire dai vulcani. Forse il sogno si sbagliava, sarebbe stato un bellissimo viaggio.
Una volta atterrati Niccolò e i suoi genitori prendono le valigie e, con un taxi, vanno all’hotel indicato nel biglietto del concorso.
Dal taxi Niccolò vede la città scorrergli davanti agli occhi, tante piccola case con tetti colorati e sullo sfondo montagne innevate. Una distesa azzurra limpida invade con le sue insenature la città.
«Possiamo anche andare al mare!» esclama il ragazzino.
«Zuccone!» esclama la madre «Ci saranno al massimo sei gradi!».
Una volta arrivati di dirigono alla reception a chiedere le chiavi della loro stanza.
«Buongiorno, sono il signor Martinelli. Ci dovrebbe essere la prenotazione di una stanza a mio nome» dice Enrico con un inglese abbozzato.
L’impiegata, che aveva dei lunghi capelli rossi come pomodori maturi e la faccia spruzzata di lentiggini, guarda Enrico un po’ perplessa.
«Mi dispiace, non abbiamo nessuna stanza a suo nome».
«C’è sicuramente uno sbaglio» dice il padre «Guardi le faccio vedere la busta del concorso che abbiamo vinto, c’è scritto che abbiamo una camera prenotata proprio qui» aggiunge preoccupato.
La ragazza legge la lettera velocemente e arriccia le labbra delusa.
«Questo hotel non ha mai partecipato a concorsi, ho paura che vi abbiano truffato».
A sentire queste parole a Niccolò, che stava ascoltando in disparte, viene subito in mente il sogno della notte precedente alla partenza e capisce che era un sogno premonitore di una vacanza disastrosa.
Il suo sogno, purtroppo, si è avverato.

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