Episodio 1 * Seconde possibilità

Giulia detestava il minestrone di verdure.
In realtà, Giulia, detestava un sacco di cose: i coniglietti di pezza, la gente che sorrideva troppo o vestiva colorata e con gli abiti presi dai cinesi, i parenti appiccicosi e i cani che scodinzolavano.
Quel giorno sua madre Valeria si era infuriata con lei perchè in una famosa boutique in centro Giulia aveva preteso una giacca di pelle nera ma la madre gliel’aveva negata. Così la ragazzina, aveva preso quella giacca – e lo stesso modello di tutte le taglie – e le aveva squarciate con il taglierino.
Del resto, se non poteva averla lei, nessuno aveva il diritto di indossarla.

Valeria, vergognandosi di lei, l’aveva trascinata fuori dal negozio e l’aveva messa in punizione. Per tutti c’era la pizza, quella sera, invece a lei era toccato quell’odioso minestrone.
«Non possono servirmi quello schifo se lo butto via, giusto?» sogghignò Giulia infilandosi in cucina.
La ragazzina afferrò saldamente la pentola che ribolliva sul fuoco ma i manici erano bollenti e non riuscì a sollevarla, facendola precipitare a terra. Giulia sbuffò e prese uno straccio per asciugare, ma quello rimase impigliato nel gancio. Quando lo strattonò perse la presa dallo strofinaccio e la stoffa finì sul fornello e prese fuoco.
In pochi secondi si incendiarono anche le tende, i pensili della cucina e le tovaglie. Giulia fece un salto indietro, scivolò sul minestrone e tutto si fece buio.

La ragazzina si svegliò di fronte a un gigantesco palazzo bianco con le finestre dorate. Entrò dalla lussuosa scalinata e si trovò di fronte a un uomo in livrea azzurra che aveva una lunga pergamena in mano. L’ingresso sembrava un ascensore.
«Che succede? Dove sono?» chiese Giulia.
«Mi spiace, sei morta. Ma il tuo viaggio non è finito, dobbiamo decidere dove andrai adesso, quale sarà il tuo destino. Sali o scendi?» spiegò il portinaio.
«Non lo so… salgo?» rispose Giulia spaesata.
«Non lo sappiamo neanche noi, in questa lista ci sono un numero esatto di cose buone e cose cattive…» aggiunse l’uomo.
«Ma se sono un angioletto! Ho fatto solo cose buone io!» obiettò Giulia.
«E quel bracciale che hai rubato nella gioielleria?»
«Si abbinava con il cappotto!»
«E quella volta che hai tagliuzzato tutte le figurine di tuo fratello?»
«Mi servivano i coriandoli per la mia festa di carnevale»
«E quando hai rovesciato l’acquario della tua amica?»
«Dovevo vincerlo io al tiro a segno, quel pesce»
«E quella volta che hai tirato un wurstel con una vite dentro al cane dei vicini?»
«Quella bestiaccia non faceva che abbaiare, disturbando il mio sonnellino pomeridiano. Però, se dici solo queste cose, sembra che io sia un diavolo. Ci saranno delle cose positive in quella stupida lista, no?»
«Sì, hai difeso tuo fratello quando i bulli l’hanno preso di mira, hai detto a tutti che Babbo Natale esiste per non far dispiacere i bambini. Babbo Natale lavora per noi, ci tiene che non si neghi la sua esistenza. E anche la Befana, infatti una notte ti sei alzata e hai appeso la calza al camino per tuo fratello»
«Quindi mi mandate su?»
«Non riusciamo a deciderlo»
«E cosa posso fare per convincervi?»
«Puoi avere una seconda possibilità…»
«Una seconda possibilità?»
«Sì, di dimostrare che sei buona e che meriti di salire e non di scendere»
«Che cosa devo fare?» sbottò Giulia indispettita.
«Lo vedrai» sorrise il portinaio schioccando le dita.
Si fece di nuovo tutto buio.

2 pensieri su “Episodio 1 * Seconde possibilità

  1. Fabio sono Margherita della 5°B e sto votando con il telefono di mia marde……. Comunque alcune persone (non io,hanno votato quella di Ariana Grande ma anche la prima e quella in mezzo la più importante l’anno scelta pochissimi )

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