Caro Babbo Natale, anche quest’anno ti scrivo in ritardo, quasi sconfino con il turno della Befana, per cui decidete un po’ voi chi dei due può portarmi quello che chiedo.
Per esperienza passata preferirei che fossi tu, perché io e la signora sulla scopa non abbiamo dei buoni trascorsi. La signora, infatti, era usa portarmi un sacco di carbone – di quello vero, preso dalla stufa – e vorrei evitare.
O almeno che mi portasse del pellet.
Buono, sono stato buono, dai.
Non siamo a tirare fuori scontrini e bilancini, dammi la condizionale, io continuo a dire ai bambini a scuola che è più probabile la tua esistenza che quella di un topo scrittore di libri e siamo a posto.
Secondo diverse congiunzioni astrali l’anno prossimo sarà il mio anno fortunato, la Vergine avrà Giove nel segno e sarà pure l’anno della Scimmia.
Quindi forse mangerò anche gratis al cinese.
Perciò, se non me lo procurerò da solo, l’universo lo farà arrivare a me, magari dentro a un involtino primavera.
Tanto per cominciare fammi passare questo raffreddore che mi è arrivato come una schioppettata e mi sta uccidendo. Giuro, non mi so lagnando come il classico maschio italiano bamboccione e con la soglia di sopportazione del dolore inesistente, sto veramente uno schifo e quella sadica della farmacista non mi ha voluto dare la morfina.
Capisci quanto è cattiva la gente sotto Natale?
Quest’anno ho perso mio padre. Mi sono lamentato tanto di lui ma se dicessi che non ne sento la mancanza, mentirei. Te lo posso raccomandare come elfo? Era un grande lavoratore e più di ogni altra cosa sentiva il bisogno di essere utile, importante. Sono doti non da poco per un elfo, quindi facci un pensierino.
I miei, di elfi, ce li ho già. Sono tre nipotini splendidi è molto indaffarati. La più piccola, Gaia, sarebbe ottima per dirigere i lavori, perché nonostante abbia solo due anni ha già capito che il tempo verbale che le si addice è l’imperativo e soprattutto le piace un sacco dare ordini, chiosare con “ho detto!” e “Capito?”.

Ah, sai cosa potresti portare? Gentilezza.
Portane diversi sacchi perché ce n’è una grande carenza. È gratis e si rivaluta col tempo ma pare sia un pessimo investimento. Invece essere più gentili credo faccia bene a tutti e la cafoneria è proprio una brutta macchia sulla carta d’identità dell’umanità.

Caro Babbo Natale puoi togliere il Canone Rai? Non mi piace per niente questa cosa che lo infileranno col calzascarpe nella bolletta dell’Enel e che si è costretti a pagarlo anche se nella TV ci metti i maglioni.

Della politica e sulla politica non dico niente, non mi interesso. Non si interessano loro che dovrebbero farla figuriamoci se me ne devo interessare io. La seguo, ne sono curioso, è un fenomeno sociale in continua evoluzione e su un altro piano parallelo, perché non fanno che parlare di “evidente ripresa” ma a me sembra evidente solo la ripresa per i fondelli.

Che altro chiedere? Ah, puoi cambiarmi il cognome in Cicognani? Pare che un sacco di gente ci tenga in particolar modo.
Fammi piacere Star Wars, ora che mi accingo a vedere la prima trilogia, perché i miei amici mi fanno sentire uno sfigato, così posso omologarmi con gli Idolatranti e mi risparmio le occhiatacce di rimprovero come se avessi mandato la Finanza alla sede Unicef.

Per uno che non aveva molto da chiedere, questa letterina si è allungata anche troppo. Fai buone vacanze, prendi un po’ di sole e ne riparliamo l’anno prossimo.
Prima però valuta per bene le mie richieste.
“Capito?!”

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