Episodio 2 * Il Traditore

I genitori avevano acconsentito a sospendere momentaneamente la punizione per dare alla Banda Carlo Urbani la possibilità di mettere in pratica le loro buone intenzioni.
Alla fine avevano scelto di aprire un’agenzia di Dog Sitting.
Per racimolare clienti, avevano ognuno ideato un metodo diverso.

Flash e Beppe avevano stampato dei volantini e li avevano appesi sugli alberi nel Parco Carlo Urbani, mettendo come contatto la pagina Facebook che Artemisia aveva aperto per la loro attività.
Comandini e Girella avevano messo un video su YouTube di pubblicità e lo avevano condiviso su tutti i social.
Nel video Francesca e Giovanni si mettevano spalla a spalla e pubblicizzavano i loro servigi.
Alla pagina arrivarono diversi contatti e Francesca smistò i messaggi privati con le indicazioni per la presa in carico dei cani.
Le richieste erano così tante che Comandini fu costretta a dividere le passeggiate tra i vari componenti della banda.
Francesca si era presa in carico di portare a spasso un pastore tedesco di un signore che lavorava come guardia giurata. Flash aveva preso un mastino che di solito stava in casa con un ex poliziotto in pensione. Beppe portava in giro un labrador che era di un professore universitario e Artemisia aveva scelto un lagotto che era costretto a stare nel negozio di una parrucchiera che non aveva mai tempo di portarlo in giro.
A Girella era toccato un beagle pestifero di un attore di cabaret che era sempre in tour per i locali.
Non era stata una buonissima idea dare il cane più intrattabile a Girella, che non era mai riuscito a prendersi cura neanche di un criceto.
Era bastato che il beagle, che si chiamava Jerrylewis, incrociasse un gatto per strattonare Girella e liberarsi dalla sua presa.
Jerrylewis si dileguò come una scheggia e Girella rimase con un palmo di naso.
Quella sera, quando a casa di Francesca, si contavano i soldi guadagnati durante la giornata, Giovanni arrivò con la brutta notizia.
«Ho perso il mio cane» disse Girella.
«Come è successo?» esclamò Comandini.
«Un gatto mi ha attraversato la strada e Jerrylewis mi è sfuggito di mano» raccontò Giovanni.
«Sei una frana, Girella» sbottò Artemisia.
«E adesso che facciamo?» chiese Beppe.
«Siamo spacciati, ci faranno chiudere l’attività» aggiunse Flash.
«Un momento, non facciamoci prendere dal panico. Andiamo a cercarlo!» propose Beppe.
«Possiamo fare di meglio… io accompagnerò Girella a dare la brutta notizia al padrone e parallelamente gli proporrò di fare volantinaggio per ritrovarlo…» propose Comandini.
«Magari ci becchiamo anche la ricompensa!» esclamò Artemisia.

Flash non era mai stato d’accordo su questa cosa della Banda Carlo Urbani, ma non aveva avuto il coraggio di opporsi. Quando però aveva visto dei veri soldi girare, si era inventato un piano per guadagnarci qualcosa e contemporaneamente far sciogliere la banda.
Così, mentre i quattro decidevano come agire e muoversi per le ricerche, con una scusa, Mattia uscì e andò a casa del comico, convinto che un cane in fuga prima o poi avrebbe tentato di tornare a casa.
Infatti, non appena Flash imboccò la via dove abitava l’attore, vide Jerrylewis grattare la porta del padrone.
Lo prese in braccio e corse via, proprio mentre Girella e Comandini sopraggiungevano per dare la brutta notizia al comico.
Mattia nascose Jerrylewis in una casa abbandonata, certo che con quella mossa, avrebbe messo fine alla Banda Carlo Urbani.

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