Episodio 2 * Niente caldarroste?

L’aeroporto di Phnom Penh era molto più bello di quanto si aspettassero Luca e Federico. Furono accompagnati agli arrivi dalla stessa hostess che li aveva tenuti sotto controllo per tutta la durata di quel volo infinito.
La hostess li teneva per il braccio come fossero due delinquenti. A Federico proprio non andava giù.
Li aveva accompagnati perfino al ritiro bagagli senza perderli d’occhio un secondo e sgridandoli per ogni minima cosa.

Perfino quando Federico l’aveva strattonata e preso a correre intorno al nastro gridando “AIUTO!!! C’È UNA HOSTESS ZOMBIE CHE MI VUOLE TRASFORMARE!! MI VUOLE FAR VENIRE LA FACCIA PIENA DI RUGHE MARCE COME LA SUA!!!” lei non aveva mosso un sopracciglio, l’aveva riacciuffato e preso per il braccio.
Luca colse l’occasione di una pausa bagno della donna per vendicarsi.
Quando lei entrò in bagno, Luca sgattaiolò all’interno – ignorando le occhiatacce delle altre signore – e prese una chiave dal carrello dell’uomo delle pulizie, la infilò all’esterno della serratura e bloccò la porta.
«Ehi! Chi ha chiuso la porta!» urlò la hostess dall’interno.
«Scusa signola, no capile. Sono giapponese!» rispose Luca uscendo dal bagno e ridendosela di gusto.
La zia Rosa li aspettava all’uscita, con un bel sorriso stampato sulle labbra. Erano partiti da Bologna con dieci gradi, un vento freddo e umido e c’era una pioggerellina fine dispersa nella nebbia.
Federico si era messo il maglione e il piumino e adesso, con 35 gradi, un sole alto e abbagliante, gli stavano sudando anche le orecchie.
«Togliti questa roba, sembri Olaf di Frozen» lo punzecchiò il fratello che invece si era già messo in pantaloncini.
Il minore si tolse il piumino e il maglione restando in canottiera.
La zia era diversa da come la ricordassero.
Era dimagrita e i suoi capelli erano molto più rossi e lunghi, raccolti in una crocchia disordinata. Aveva in mano un cartello con scritto a mano “Luca e Federico Buonleone”. Si salutarono con un grande abbraccio.
«Come è andato il volo?» chiese Rosa.
«Lungo» ribatté Luca.
«Le Hostess almeno erano simpatiche?» continuò la zia caricando i bagagli in macchina.
«Di sicuro non si dimenticheranno di noi. E dei giapponesi» aggiunse Federico sghignazzando.
La città era enorme e piena di gente, automobili e biciclette. Ai lati della strada c’erano dei piccoli banchi di spezie e oggetti artigianali.
Le strade larghe assomigliavano al lungomare di Rimini, con tanto di palme, hotel e palazzi altissimi. A un semaforo l’auto si fermò lentamente e Federico fu colpito da una visione inaspettata: un gigantesco elefante marrone passeggiava nella carreggiata accanto accompagnato da un signore basso e sudato con i pantaloncini e un cappello bianco a falda larga.
La zia si fermò in un parcheggio disordinato a ridosso di un supermarket.
«Aspettate qui, vado a prendere della frutta. Preferenze?» chiese scendendo dalla macchina.
«Mi andrebbero delle caldarroste…» suggerì Federico.
«Ma da dove ti vengono… con 35 gradi vuoi le caldarroste?» obiettò la zia.
«Da noi è inverno, zia…» aggiunse Luca.
«Niente caldarroste»
«Allora dei maron glacèe. Quelli sono confezionati, li hanno per forza!» insisté Federico.
«Non ci sono castagne in Cambogia!» sbottò Rosa chiudendo la portiera «Sarà un soggiorno molto lungo con queste due pesti» sospirò.
«Okay, ora che la Rossa se ne è andata, torniamo al nostro piano» suggerì Federico.
«Quale piano?» chiese Luca.
«Comprare le medicine e scappare per aiutare il villaggio galleggiante di Chong Kneas!»
«Lì c’è una farmacia, andiamo!»
«Poi facciamo anche un giro in quel mercatino laggiù, magari hanno le caldarroste» disse Federico scendendo dalla macchina.
I due fratelli entrarono nel Drugstore e comprarono una cinquantina di scatole di Praziquantel, Luca pagò con la sua carta di credito e infilarono le confezioni nello zaino.
Uscirono in strada, cominciarono a camminare in cerca di un autobus o qualcosa per spostarsi. Provarono a chiedere informazioni ma nessuno sembrava capire neanche l’inglese zoppicante di Luca.
In pochi minuti, si persero.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...