La Seconda Volta 1×01 – Ammettiamolo

Nella tradizione dei paradossi che costellano le vite e le scelte di tutti noi, la mia seconda volta è tappezzata di prime volte.
Un po’ come quando, scartando un gigantesco uovo di Pasqua, sai già che dentro ci sarà un braccialetto di plastica o una gomma da cancellare, però, sorprendentemente, una falla nella catena di montaggio ha fatto in modo che sul fondo dell’uovo, appiccicata tra le onde corpose di cioccolato, tu finisca per trovarci una bustina con l’adesivo dell’orso Yoghi.
Nel non-stupore della sorpresa, c’era qualcosa di inaspettato.
La mia prima volta nella seconda, è il Test d’Ammissione.

Nell’era della digitalizzazione forzata, l’iscrizione si fa on-line.
Attendo cautamente lo scattare dell’ora X e mi inoltro nei meandri del sito dell’Università di Urbino. La registrazione fila liscia, l’autenticazione fallisce.
Aspetto un giorno e riprovo.
Niente.
Allora scrivo al centro di supporto. La risposta è celerissima.
Dieci punti a Grifurbindoro.

“La login si fa rispettando maiuscole e minuscole”.

Io avevo fatto copia-incolla dal loro modulo. Mi rimbocco le maniche e scrivo che avevo già eseguito. Celerissimissima la risposta.

La login funziona, ma non sempre con browser diversi da Internet Explorer

Nella mia testa scatta la risposta “se pensate che installerò nel mio Mac Tu-Sai-Quel-Browser, vi sbagliate di grosso. Troverei più allettante la domanda spedita via telegrafo.”
Così provo con Safari.
La login funziona.
Procedo con l’iscrizione al test, con un misto di emozione e paura, come un bambino dal pediatra.
Alla scheda “inserimento titoli di studio” la mia mente logica parte dal Diploma – anche perchè non veniva richiesto “l’ultimo titolo di studio conseguito”-.
Termino la registrazione senza più avere la possibilità di inserire la prima Laurea, clicco su “stampa domanda” e… ta daaa! La domanda di ammissione riporta solo il diploma.
Di nuovo corro alla mail e chiedo se “è vincolante ai fini della graduatoria, c’è possibilità di correggere?”.
Mi viene risposto “Ci deve chiamare allo…”.
Stamattina, chiamo.
Il signore all’altro capo del telefono sembra spaesato.
“Salve avrei il problema tal dei tali, come posso fare?”
“Ripeta l’iscrizione”
“È sicuro? Perchè ho letto nel bando che una nuova iscrizione annulla tutto”
”Lei provi.”
E io riprovo. Non è possibile. Mi da solo l’opzione di iscrivermi a Scienze Motorie.
Anche no, grazie. Ero l’unico in classe alle superiori ad aver dovuto elemosinare la sufficienza in Motoria.
Richiamo. Il signore è visibilmente seccato.
“Salve, ho appena chiamato, non si può fare”.
“Allora la stampi e poi aggiungiamo noi a penna il titolo di studio quando viene a consegnarla”
“Ok, ma io sarei a Bologna, avrei sfruttato la possibilità di spedirla”
Il signore si surriscalda.
“E allora che cosa vuole che le dica? Io alzo le braccia!”
Ma io non demordo.
“Non si può semplicemente annullare l’iscrizione in modo che io la possa ripetere?”
“Sì, ma io non posso stare al telefono mezz’ora per dirle come si fa, capisce?”
No, non capisco. Non è il suo lavoro? Zitto, Fabio. Sei un attempato aspirante studente universitario. Se rompi già adesso alla tesi ti ritrovi senza un occhio come Federico da Montefeltro e sei costretto a farti i selfie solo di profilo.
“Quindi che faccio?”
“Lo aggiunga lei a penna e ci metta una firma per certificare che è stato lei a fare l’aggiunta. D’altronde noi vi diamo la possibilità di spedire le cose e mandare le richieste on-line però…”
Però cosa? Non pervenuto.
Mi auto-certificherò, dopo essermi opportunamente auto-sedato.

In tutto questo ho comprato il libro dei quiz per la preparazione al test. O meglio, ho valutato di ipotecare la casa dei miei genitori per poterlo comprare perché i libri dell’Alpha Test costano come il Codice delle Acque di Leonardo da Vinci. Il manoscritto originale, si intende.
Diciamo che per essere eserciziario è piuttosto demoralizzante. Le domande di cultura generale compresa biologia, chimica, logaritmi e insiemistica sono belle ficcanti.
Un rispolvero nozionistico che non ha niente da invidiare a una puntata monster di “Chi vuol essere Milionario”.
Il tutto con la fastidiosa percezione che questi quesiti siano notevolmente al di sopra della conoscenza di un diciottenne appena uscito dal liceo e già con la birra in mano per fare bisboccia in onore della nuova vita universitaria.

Rimane il traguardo del test di ammissione il 9 settembre. Sessanta quiz in sessanta minuti, Fast and Furious – College edition. Con la consapevolezza di un viaggio della speranza per sapere se avrò passato il test perché non è prevista pubblicazione web delle graduatorie.
Ce la farà il nostro eroe trentacinquenne a sconfiggere le falle del sistema universitario digitalizzato?
Il seguito, nelle prossime puntate!

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