Episodio 3 – Gli Ex

Alex si vestì in fretta e salì in macchina. Mentre guidava ripensava agli indizi e a come Richard potesse essere collegato a quella sparizione.

Richard abitava in un attico sulla 436 N di Miami Avenue, in un palazzo tutto di vetri, scintillante come i denti bianchi di Richard.
Andò dritto dal portiere e chiese di poter salire. Stranamente Richard lo fece salire senza fare storie.
Una volta entrato nell’appartamento Alex rimase colpito dalla quantità assurda di foto di Richard da solo in posa sexy, e di lui con Victoria in spiaggia come fossero sulla copertina di una rivista.
«Ciao, Alfred» disse Richard venendogli incontro.
«Alex» precisò lui.
«Cosa ci fai qui… Alex?»
«Per caso questo è tuo?»
«Il mio braccialetto! Dove l’hai preso?»
«L’ho trovato davanti a casa mia. Cosa ci facevi lì, stanotte?»
«Non so di cosa stai parlando, ieri sera ero al casinò per un poker a 4 con dei miei amici»
«Non ti credo»
«Guarda sul mio profilo Facebook, ho pubblicato una foto ieri sera. Cosa vuoi da me?»
«Victoria è scomparsa, proprio ieri sera. Secondo me c’entri qualcosa, e questo braccialetto ne è la prova»
Richard lo fissò con sguardo pensieroso. Era evidente che stesse cercando di inventarsi qualcosa.
«Senti, non ho tempo per queste cavolate, sparisci!».
Così dicendo Richard lo spinse verso l’uscita e Alex fu costretto a lasciare il palazzo e tornare a casa.
Rientrando a casa aveva per la testa mille pensieri.
Aprì la porta, appoggiò le chiavi nello svuota-tasche e notò che c’era già un mazzo di chiavi molto familiare.
Lo prese e si sforzò di ricordarsi a chi appartenesse.
Il portachiavi era un ciondolo a forma di cuore con scritto “I Love You”. Lo conosceva benissimo, era quello di Ginevra.
Che diavolo ci faceva lì?
Prese il telefono e le scrisse un sms:

Hai lasciato le tue chiavi qui. Vieni a riprendertele.

Ginevra comparve dopo neanche venti minuti.
Alex quasi non la riconobbe.
Era una stilista e di solito era super perfettina, invece aveva delle occhiaie viola, i capelli scompigliati e i vestiti sgualciti e le scarpe sporche di fango.
Sembrava che non avesse dormito affatto.
«Che ti è successo?» le chiese.
«Ho lavorato chiusa in ufficio tutta la notte alla nuova collezione» rispose dopo un po’.
«E come mai le tue chiavi erano nel mio svuota-tasche? Quando ce le hai lasciate?» chiese Alex.
«Ieri pomeriggio, sono venuta a prendere dei vestiti…»
«Quali vestiti?»
«Un cappotto bianco con il collo di visone, te lo ricordi? L’ho messo a Capodanno dell’anno scorso in montagna…»
Alex cercò di ricordarsi di quel cappotto ma quella notte di San Silvestro aveva bevuto troppo champagne e la sua memoria era annebbiata dall’alcool.
Ginevra afferrò le chiavi e fece per uscire.
«Ora vado, torno in ufficio. Ti trovo sempre in forma. Chiamami, tesoro… ora che Victoria è fuori dai giochi…»
Prima che Alex potesse formulare una domanda, Ginevra era già in macchina.
La vide sgommare via nel suo SUV bianco latte.
Come faceva a sapere che Victoria era scomparsa?
Si ricordò dell’alibi di Richard e andò a controllare su Facebook.
In effetti la foto era stata caricata sul suo profilo alle due e mezza di notte.
C’era lui con altri tre giocatori al tavolo verde.
Però c’era qualcosa che non tornava in quella foto.

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