Episodio 1 * Il Letto Vuoto

Il sole filtrava dalle enormi finestre della camera da letto, illuminando il bianco candido delle lenzuola. Alex aprì gli occhi e notò subito che la parte sinistra del letto era vuota.
Dov’era Victoria? Si era alzata prima per preparare la colazione? Oppure era sotto la doccia?
Tese l’orecchio per sentire se dal bagno provenisse il suono dell’acqua che scorreva.
Ma non sentì nulla.

Si alzò un po’ imbambolato e scese in cucina e sentì una puntura sotto la pianta del piede, guardò in basso e vide che c’erano vetri sparsi su tutto il pavimento, bagnato per giunta.
«Vicky?» chiamò Alex a voce alta.
Nessuna risposta.
Il ragazzo prese il suo cellulare e compose il numero della fidanzata. La voce metallizzata di Adam Levine si sparse nella cucina, lo smartphone di Victoria era al centro del tavolo.
Strano, lei non usciva mai di casa senza il suo prezioso Iphone 6.
Alex sentì un fastidioso nervosismo nello stomaco, salì in camera e tirò fuori, da sotto il letto, il suo orsacchiotto di peluche, quello di quando era bambino e che, anche adesso che era un giocatore di rugby professionista, continuava a dargli sicurezza quando si sentiva agitato.
Sua nonna gli diceva sempre di farsi forza quando le cose si mettevano male, per cui iniziò a guardarsi intorno.
Se Victoria era partita per un viaggio di lavoro, un ingaggio da modella dell’ultimo momento, non sarebbe comunque partita senza i suoi vestiti firmati. Rovistò nell’armadio e vide che era ancora tutto normalmente sottosopra, le valigie e le borse erano impilate sopra l’armadio.
L’ansia salì ancora di più, iniziava a preoccuparsi seriamente.
Sul comodino c’era perfino il suo orologio Apple Watch.
Alex corse in salotto, non era stato toccato niente.
All’ingresso, però, c’erano delle impronte di fango, stivali, forse, che portavano alla cucina e dalla cucina al portone d’ingresso che dava sul marciapiede.
Alex si infilò la vestaglia e le infradito, uscì in strada e si accorse che nella notte aveva piovuto. L’aria era umida e il sole caldo stava asciugando a poco a poco la strada.
Le palme ondeggiavano dolcemente cullate dalla brezza marina della Grove Isle, con il tratto di strada che collegava l’isola con Bayshore Ln.
Miami non dormiva mai e, forse, anche Victoria, quella notte, non aveva dormito.
Dov’era finita?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...