Episodio quattro * Il piano di Julie

Julie decise di fingersi giornalista e chiedere un’intervista a Rovert Steen Petkan e, con questo espediente, entrare nel complesso residenziale del multimiliardario per tentare di salvare Roa.

Mandò una mail con lo smartphone:

Egregio sig. Petkan,
sono Julie Claren, una reportagista del National Geographic Channel, ho visto in suo video in cui dichiarava di aver catturato uno strano essere soprannaturale. So che nessuno le ha creduto ma io sono convinta che lei stia dicendo la verità e vorrei intervistarla.
Aspetto la sua risposta.

Distinti saluti,
Julie Claren.

Non ci volle molto che il multimiliardario rispondesse alla mail, era così assetato di visibilità che non cercava altro che di poter parlare della sua scoperta in televisione.
La finta intervista fu fissata per il giorno seguente.
Julie affittò l’attrezzatura per l’intervista e camuffò il suo aspetto con una parrucca bionda e un paio di occhiali tondi con le lenti scure.
Si presentò al cancello alle sei in punto e fu scortata nel laboratorio di Rovert Steen Petkan.
Durante l’intervista Julie si fece spiegare il funzionamento dei macchinari e della gabbia elettrificata nella quale era rinchiuso Roa.
A un certo punto l’uomo fu costretto ad allontanarsi con le guardie del corpo e Julie approfittò del momento per sbloccare la prigione di Roa.
Quello che Julie non aveva previsto era che il dispositivo richiedesse una password per essere attivato.
Julie non sapeva cosa fare, era a un vicolo cieco.
È “spazzolino”. La password è “Spazzolino”.
Julie riconobbe la voce di Roa nella testa che le veniva in aiuto.
Digitò la chiave di accesso e la gabbia si sbloccò.
Roa uscì dalla sua prigione e si tramutò in una mosca e volò fuori dalla finestra. Julie raccolse la sua attrezzatura e si lanciò verso l’uscita. Non diede il tempo a Rovert e alle guardie di chiederle il perchè della sua fuga, corse senza guardarsi indietro.
Con sua grande meraviglia, all’esterno c’era un cavallo bianco che la fissava con gratitudine.
Julie gli montò in groppa e corsero in direzione del faro.
Non mancò molto che una pattuglia di auto nere si lanciò al loro inseguimento.

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