Episodio 3 * La Fuga

«Chi c’è?» gridò Jason.
Dalla stanza accanto uscì un uomo pelle e ossa, con una tunica di lino bianca che ormai era ridotta a uno straccio.
«Chi sei?» chiese l’uomo.
«Sono il professor Treadville, e tu?»
«Ashraf, sono un architetto…»
«…e ti hanno murato vivo. Lo sospettavo» concluse Jason.
«Ma ho una soluzione per fuggire. Avevo bisogno di un’altra persona per arrivarci» spiegò Ashraf.

Subito dopo l’architetto fece uno schema della via di fuga su una pietra. C’era una trappola che gli impediva di arrivare a un mattone smosso grande abbastanza da far passare un uomo, solo che c’era una fossa con degli scorpioni e delle lame che gli impedivano di arrivarci. Per sollevare una passerella era necessario che due persone premessero contemporaneamente due altorilievi dalla parte opposta della stanza.
Ashraf e Jason attivarono il meccanismo e raggiunsero l’uscita.
Non appena misero la testa fuori dalla piramide, Jason fu accecato dal sole del deserto. Di fronte a lui c’era una foresta di saguaro, degli enormi cactus verde smeraldo e, in lontananza, una sfinge ancora in costruzione.
Ma non ebbero il tempo di assaporare la libertà, perchè un gruppo di soldati li notò e, immediatamente, le guardie li assalirono e li immobilizzarono.

I cyborg avevano imprigionato Jessie in un campo di forza laser che avevano portato dal futuro e la stavano interrogando.
«Dove si è nascosto tuo padre?» chiese quello che si faceva chiamare Omega1.
«Ve l’ho già detto… non lo so! La data viene impostata dall’interno della macchina, quindi non posso saperlo!» rispose Jessie.
«Forse se la torturiamo un po’ il padre tornerà a salvarla…» propose Delta47.
«Ottima idea!» esclamò Alpha92.
Jessie capì che si stava mettendo molto male. Doveva fare qualcosa. Le venne in mente che in tasca aveva due sterline che le erano rimaste in seguito a un viaggio a Londra e usò il suo potere sulla moneta per ingrandirla e riflettere i raggi laser per deviarli contro i cyborg e metterli fuori gioco e uscire di lì.
Fu più facile del previsto. I laser trapassarono Delta47 riducendolo a un mucchio di ferraglia. Gli altri due furono colpiti di striscio e andarono in tilt.
Non restava che mettere in atto la seconda parte del piano.

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