Episodio 2 * Jessie

Jason si sentì la testa girare per tutto il tempo. O forse era la macchina che vorticava nell’iperspazio. Quando finalmente la cabina si fermò, Jason si ritrovò di fronte a un sarcofago con intorno dei vasi canopi di ogni forma, alcuni erano dipinti di rosso con i coperchi a forma di animale. C’erano anche delle ciotole con delle spezie e incensi, oltre a una quantità esagerata di gioielli e oggetti preziosi.

Si rese conto immediatamente di essere finito in una piramide egizia. Intorno si sentiva il profumo di pittura fresca e il sarcofago sembrava intatto, lucido e fabbricato da poco.
Studiò le iscrizioni sulle pareti e capì che era nella tomba di Tutankamon.
Aveva studiato le piramidi, all’università e sapeva che gli architetti venivano seppelliti nella tomba con i progetti. Doveva solo trovare il cadavere di uno di questi e scoprire come uscire di lì.
Improvvisamente sentì un rumore nella stanza accanto.

Jessie si precipitò nel laboratorio del padre con una bruttissima sensazione. Entrò nella stanza degli esperimenti e trovò un cyborg che si dimenava sul pavimento, avvolto in un cavo d’acciaio che sembrava normalissimo filo da cucito.
Jessie notò una lettera scritta dal padre sulla scrivania, la afferrò e la lesse.

La macchina del tempo si illuminò di colpo. Jessie pensò che fosse il padre che tornava, invece dalla cabina uscirono due cyborg dall’aspetto spaventoso.
Il più grande iniziò a sparare un laser dagli occhi, Jessie attivò il suo potere e trasformò l’orsacchiotto che si portava sempre dietro in un gigante di peluche che assorbì i raggi e le permisero di mettersi in salvo.
Ma Jessie non fece in tempo a scappare perchè l’altro cyborg, completamente nero e ricoperto di graffi profondi che sembravano cicatrici, la afferrò e la immobilizzò a terra.
Stava quasi per ucciderla, puntandole contro l’arma che aveva al posto del braccio, ma quello più grande lo fermò.
«Fermo! Non ucciderla! Ci serve!» ordinò il capo.
«A cosa?» obiettò l’altro.
«A trovare il padre e ucciderlo. Dobbiamo impedire che costruisca una macchina del tempo, ricordi? Non possiamo permettere che gli uomini del futuro la usino per tornare indietro nel tempo e impedire che ci inventino…» spiegò il cyborg con tono metallico.

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