Little Night Magic

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In questi giorni sono stato impegnato nel dietro le quinte di un musical andato in scena al Piccolo Teatro del Baraccano a Bologna. Il musical in questione è “Little Night Music” di Stephen Sondheim. L’esperienza è stata emozionante anche di più che vederlo, perché anche se per il grande pubblico è coinvolgente vederlo in platea, viverlo è magico.
“Per amore del Teatro” ha detto Edoardo Scalzini, direttore artistico nonchè perfomer in scena. E’ così, tutto quello che hanno fatto questi volenterosi e talentuosi ragazzi è stato amare il loro lavoro e per quello – e solo per quello visto che è stata una partecipazione a titolo gratuito al “Summer Musical Festival della BSMT” – hanno dato il 200%.
Non è la prima volta che mi trovo a parlare nel blog di eventi costruite con tanto entusiasmo e professionalità ma che non hanno alcun riscontro monetario, ormai ci ho fatto il callo. Ma se dovessi fare un bilancio direi che mi fa rabbia che il lavoro, il buon lavoro, sodo e stoico, ammirevole, venga falcidiato da questa dannata crisi, che obbliga chi insegue i propri sogni a fare perchè ne sente la pulsione e poi fare ancora per mantenersi. Ognuno avrebbe bisogno, nella vita, di amare il proprio lavoro e poter vivere di quello. Ho letto spesso (attribuito a diversi e a nessuno in particolare) “Ama ciò che fai e non lavorerai un giorno in tutta la vita” e ne sono profondamente convinto. Questi perfomers meritano di vivere di ciò che amano, perchè sono bravi – anzi bravissimi -, professionali, tenaci, appassionati, concentrati, partecipativi, sensibili, intelligenti, multitasking, divertenti, e potrei andare avanti per altre centinaia di aggettivi. Io ho vissuto tutto questo, ho partecipato in minima parte a far risaltare il loro talento e ne sono onorato. Sono onorato di aver potuto prestare servizio per questi ragazzi che con la loro passione gridano al mondo di voler essere ascoltati, che quello che fanno ha un enorme valore sociale e culturale e che non possono stare zitti un secondo di più. Loro, sulle assi del palcoscenico o su un linoleum scivoloso, ci vivono più che sulle strade e sui marciapiedi, lì possono volare, alti con le note e profondi con i sentimenti. Quella vita gli appartiene e sta’ a noi tutti poter dare loro la possibilità di esprimersi e vivere una e cento vite su un palcoscenico. A noi profani, in fondo, non costa niente, equivale a infilare una moneta in una fessura e accedere una stella.
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