Authoranalisys 1×05

Rieccoci. Siamo a un nuovo appuntamento con l’editing postumo di romanzi pubblicati dei quali diligentemente non faccio nome di autore, casa editrice nè tantomeno il titolo. Alla luce del post sulle recensioni potete capire il perchè. La vita è troppo breve e il tempo è sempre troppo poco per perderlo dietro a polemiche sterili. Ho fiducia in voi, so che, come me, prima di acquistare un romanzo leggerete non solo la quarta di copertina ma anche qualche pagina sparsa e sarete in grado di farvi un’idea di cosa state comprando. Ormai ovunque si trovano estratti e capitoli in anteprima di tutti i testi (io li leggo su ITunes) quindi se pensate che un determinato autore che scrive male possa comunque darvi l’emozione che cercate allora leggetelo, altrimenti riponetelo nell’apposita scansia.
Se doveste imbattervi in questo romanzo, beh, sapete a breve come la penso.

Non avrei mai potuto immaginare che quella mia giornata potessi avere una conclusione tanto strana(1), talmente fuori dal comune… (2) sì, perché era cominciata come una giornata qualunque ma a differenza delle altre, quella, me la sarei ricordata per sempre.(3) Stavo tornando a casa dal lavoro, a piedi, come al solito, dato che il tragitto era abbastanza breve(4); Le sere dei week-end, per racimolare qualche soldo, lavoravo in un minuscolo ristorante della nostra piccola cittadina ed era da poco scoccata la mezzanotte quando mi misi strada.(5)
Giunta in prossimità di casa, mi accorsi di un ragazzo appoggiato ad un palo della luce che con lo sguardo fisso nel vuoto fumava una sigaretta(6). All’inizio la cosa non mi preoccupò, ma man mano che mi avvicinavo a lui, dentro di me cresceva l’ansia e maledissi il fatto che abitavo in una villetta completamente isolata resto del mondo(7); una buona cosa quando si voleva staccare la spina da tutto e tutti(8), ma per niente rassicurante quando ti capitava di incontrare strani(9) individui per strada ed eri completamente sola.
Mi convinsi di quanto fosse assurda quella reazione (10) così cercai di rilassarmi affinché sparisse ma, ormai, ci separavano appena un paio di metri e il cuore mi galoppava nel petto sempre più veloce. (11)
C’era qualcosa di strano(12) in quel ragazzo in quel momento lo avvertii distintamente.
Ricordo tutto come se fosse accaduto rallentatore, ma so per un certo che fu questione di qualche secondo… questione di un attimo… (13)
Si voltò verso di me con fare annoiato, mi scrutò da capo a piedi socchiudendo appena gli occhi, occhi di un colore (14) blu intenso, cosa che mi sorprese parecchie dato che, trovandosi in penombra(15), era quasi impossibile che riuscissi a cogliere tutti quei particolari(16). Quanti nostri sguardi s’incontrarono, mi immobilizzai all’istante e poi, senza che me ne accorgessi, mi ritrovai scaraventata a terra.
Con un agile balzo, tanto fulmineo che neanche mi resi conto dei suoi movimenti,(17) mi fu addosso e, tenendomi ferma, con la sola forza di una mano mi immobilizzò al suolo.
Terrorizzata, cerca di divincolarmi, ma ogni modo ogni mio sforzo pareva fosse inutile contro di lui.
Mentre mi contorcevano sotto la schiacciante pressione della sua mano, con l’altra prese il mio volto e lo tenne fermo puntando nuovamente il suo sguardo nei miei occhi. Mi si gelò il sangue(18) per quello che vidi. Da blu i suoi occhi erano diventati neri come la pece(19) con inquietanti sfumature rossastre e tra le labbra leggermente socchiuse potei a quel punto intravedere due canini acuminati.(20)

(1) Strano è uno di quegli aggettivi che dovrebbero essere banditi dal vocabolario di uno scrittore. Quello che è strano per me non lo è per te. Moltiplica per 7 miliardi di persone che siamo su questo pianeta e avrai 7 miliardi di versioni di questa definizione. Quindi non hai comunicato niente, di sicuro non hai comunicato quello che volevi dire. Tanto più che arrivando alla fine del capitolo (o almeno fin dove sono riuscito) non definirei gli accadimenti “strani”, semmai “terrificanti” come questo incipit… ops, l’ho detto. E occhio perchè in questo estratto di cose definite dall’autrice “strane” ce ne sono parecchie, tanto che ti viene da chiederti: ma la protagonista è appena scesa dalla montagna di Hello Kitty?
(2) Un’ora dietro la la lavagna per l’uso dei tre puntini. Un bravo scrittore sa creare la sospensione e l’attesa con le parole non con le interpunzioni.
(3) sentite anche voi quanto è inutilmente contorta questa sintassi? Sarebbe bastato dire: Non fu come una giornata qualsiasi, questa me la sarei ricordata per sempre. Invece no, ci perdiamo nei meandri di un fraseggio con un inutile parentetico che ribadisce il concetto – blando, anzi blandissimo – che è stato appena espresso. Posso dire che è l’incipit più insulso che abbia mai letto? Non c’è scritto niente qui, non c’è azione, non c’è stile, non c’è il personaggio, non c’è tema. Niente. Solo un paio di frasi che non dicono nulla e che non sono neanche lontanamente evocative. E proseguiamo anche peggio.
(4)è importante specificare che tornava a casa a piedi (con tutte ste virgole utili soltanto a farci singhiozzare) come al solito perchè il tragitto era breve? Ci è indispensabile ora? No.
(5)Anche qui non c’è niente. Niente che possa lontanamente interessarci o empatizzare col personaggio. Questa qui lavora in un minuscolo ristorante in un piccolo paese… che abita nel villaggio dei puffi? E’ tutto piccolo così, cantava Lucio Dalla. Nota di demerito per il primo di una lunga serie di clichè utilizzati in questo estratto: la mezzanotte era scoccata.
(6)Per come è scritta la frase sembra che il ragazzo fumi la sigaretta con gli occhi, o meglio, con lo sguardo fisso nel vuoto. Non ha senso, è proprio scritto male. E il palo della luce ne vogliamo parlare? Troppo colloquiale! Non c’è un minimo di narrazione in queste frasi, è tutto elementare, banale come un tema delle medie. Non c’è ricercatezza nei termini, nelle situazioni, nelle atmosfere, è stato scritto tanto per scrivere.
(7)La casa è isolata dal resto del mondo ma il tragitto al ristorante è breve. Qualcosa non mi torna. Sto ristorante l’hanno aperto in mezzo al nulla?
(8)Staccare la spina… clichè portami via.
(9)E’ tutto così strano, non trovate?
(10)Ecco proprio la reazione agitata (ragionevolissima visto che sei sola, sperduta in mezzo al nulla con uno strano tipo che ti aspetta sotto casa) alla scrittrice le sembra “assurda” per non dire “strana” no?
(11) Il cuore che galoppa (nel petto va specificato non sia mai la protagonista avesse una malformazione e si ritrovasse il cuore nel sedere) e soprattutto galoppa veloce! Occhio che potrebbe pure galoppare lento eh!
(12)Hai già detto che era uno “strano individuo” non è che a forza di ripeterlo diventa strano anche per noi, ci devi dire cosa lo rendeva strano, o almeno insolito.
(13) Occhio alla sospensione… per suggerire il rallentatore ci vogliono per forza i tre puntini!
(14) è un po’ ritardato questo… si accorge di lei solo ora? Io, un una via deserta e a mezzanotte mi accorgo delle persone a decine di metri di distanza, ma questo neanche a due metri si volta? Se ne accorge ora? Nota di demerito alla specifica “colore blu intenso” perchè non sia mai che scrivendo “gli occhi blu intenso” il lettore non capisca che blu è un colore.
(15)Ma quale penombra! E’ sotto al lampione il furbone! Se non voleva essere notato ha scelto il posto meno adatto!
(16)Tutti quei particolari: gli occhi blu. Sono tantissimi sti particolari che hai notato.
(17)Senza che me ne rendessi conto e senza che me ne accorgessi…abbiamo capito, sei rimbambita.
(18)Chi ha ordinato un clichè? E’ il piatto del giorno.
(19)Un altro piatto del giorno, per chi è?
(20)Aiuto un vampiro!

Nota conclusiva
C’è poco da dire, questo estratto sembra una pessima fan fiction scritta da una ragazzina svogliata. E invece no! E’ un romanzo pubblicato! Giubilo per l’ennesimo paranormal romance scritto da una dodicenne (ma l’autrice ho controllato a 29 anni) con i vampiri in mezzo! Questo non è scrivere, questo è scopiazzare e pure male senza avere neanche la percezione di cosa sia scrivere. Sono tentato di dire il nome dell’autrice e del romanzo, ma rispetterò questa regola che mi sono imposto, perchè non è questo romanzo che dovete evitare come la peste, ma TUTTI i romanzi che sono scritti in questo modo. E ce ne sono tanti, quindi la scelta è davvero molto molto ardua. In bocca al lupo!

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