Ratatouille 1×06: Politica

Questa puntata di Ratatouille è complicata. Non perchè io non voglia espormi o chissà cosa in fatto di Politica. Anzi. E’ perchè veramente non ho molto da dire, sinceramente, la politica ha perso qualsiasi interesse per me. E se dovessi tirare le somme direi che non ho mai avuto un vero e proprio avvicinamento a questo ambito che comunque si ripercuote sulla vita di tutti i giorni. Ma non credo sia un mio problema, la vedo più come una questione generazionale e la mia generazione, politicamente, è stata influenzata da quello che tutti chiamano berlusconismo.
Credo fermamente che il berlusconismo sia stato una piaga per la mia generazione soprattutto perchè è iniziato in maniera subdola, ancor prima che Berlusconi entrasse in politica. La mia nascita è concisa con la nascita della tv commerciale e questo tipo di tv, disimpegnata, scanzonata, spesso volgare, priva di contenuti e pupulista ha plasmato le menti di milioni di giovani spostando la loro attenzione su un mondo fatto di veline e tronisti, che ruota attorno ai piaceri della vita prima ancora che hai doveri, anzi, spesso all’opposto dei doveri. Ricordo la Rai degli inizi quando c’erano programmi di alfabetizzazione e varietà di primo livello, con conduttori posati ed educati, umorismo intelligente. Erano i tempi anche dei politici capo-classe, temprati dall’impegno e dal ruolo istituzionale. Ricordi, perchè sinceramente, io in vita non ne ho mai visti. La TV e la politica hanno subito un processo osmotico di adeguamento vicendevole per il quale non distingui più una puntata di Porta a Porta da una di Uomini e Donne. E che succede se un giorno ti svegli, diciottenne, e ti viene chiesto di scegliere da chi essere rappresentato e riesci solo a pensare a me questi non mi rappresentano per niente?, succede quello che è successo negli anni del berlusconismo, che i più carismatici e furbi vanno avanti e tu rimani indietro, a credere che “l’Italia è in ripresa” e a sperare almeno in un colloquio di lavoro.
Tra pochi giorni ci saranno le primarie del PD, la cui semplice idea mi fa sorridere: dovremmo scegliere da chi farci rappresentare all’interno di uno stesso schieramento e poi alla fine questi saranno tutti in Parlamento comunque. Tra di loro si criticano e si insultano, si danno le colpe e promettono cose che non possono mantenere.
E tu se lì che dici: ok, ho visto il messaggio, chiudo la busta, non ne voglio più sapere niente. Il primo volo per la Cina.. grazie.

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