Amore per la lettura e amor proprio 0 -1

Dopo il post sull’esperimento disperato sono stato sommerso di proposte di lettura. Le ho esplorate tutte e non ho trovato niente lo stesso. Poi, un bel giorno, sono andato sul canale Twitter di Kathryn Stockett – l’autrice di The Help – e diceva di aver riletto per la seconda volta un romanzo chiamato Rules of Civilty, e che le era piaciuto (it is really GOOD, diceva).

Pochi clic e ho scoperto che il libro è edito in Italia da Neri Pozza col titolo “La Buona Società”. Mi sono precipitato in libreria, l’ho trovato e ho iniziato a leggerne le prime righe.

SBAM! Eccolo, mi sono detto.

E allora ho capito.

Non so se vale per tutti, di sicuro vale per me. Con i libri è come per le persone – amici, amori, amanti –  deve essere amore a prima vista.

La differenza sostanziale è che non puoi decidere a tavolino di chi ti innamorerai, ogni persona ha un qualcosa, un certo magnetismo personale che può far scattare una reazione dentro di te, per i libri è diverso: quello che mi attrae è lo stile.

Le fascette, le quarte di copertina, le alette, i consigli degli amici, non servono, al massimo possono indirizzarmi, farmi scoprire il libro. Ma perchè io mi tuffi nella storia il Caronte deve essere lo stile, e non uno qualsiasi, io cerco uno stile altruista.

Perchè come per le persone, non conta cosa vuoi dire, ma come lo dici. Il contenuto viene dopo (e quello, certo, ci deve essere). Trovo che se uno scrittore fa lo sforzo di essere originale nelle parole, personale ma nei limiti delle regole della scrittura, dimostra quell’altruismo, quel rispetto verso il lettore che mi fa desiderare di conoscerlo.

Sinceramente, non mi interessa se dietro a uno stile sciatto e trasandato o ingenuo, si nasconde una bellissima e avvincentissima storia, un diamante grezzo. Io non vado in gioielleria a comprare diamanti grezzi, vado a comprare gioielli, appunto. E’ compito del gioielliere trasformare la sua pietra preziosa incrostata e bitorzoluta in una gemma con taglio multisfaccettato incastonata in una montatura in oro 24 carati.

Men che meno mi interessano i romanzi che diventano belli “a pagina 100 e oltre”. Non ha senso. E’ come conoscere uno che ti dice “appena ti vedo ti insulto per un’oretta, poi divento educato”.

Preferisco un autore che con la sua prima pagina ti dice “Piacere, questa è la mia storia ma non l’ho scritta solo come volevo, mi sono impegnato in modo che tu possa amarla” piuttosto che “Aò, io scrivo così, chissenefrega se l’incipit è fiacco, il bello è dopo. E vedi di leggermi perchè io sono bravo”.

In conclusione, ora che ho capito non me ne farò una colpa se mollo i libri dopo dieci pagine. Non è per mancanza di pazienza, è per amor proprio, e quello, tutti dovremmo averne quel tanto che non ci costringa a passare ore e ore in compagnia di qualcuno che non ha rispetto per noi.

2 pensieri su “Amore per la lettura e amor proprio 0 -1

  1. Come diceva qualcuno il lettore ha il diritto di terminare la ettura, ma anche di interromperla se ciò che legge non gli piace. Anche io pagina 10 decido se andare avanti o smettere. Ho dismesso scrittori importanti, ma come dici tu è amore a prima vista. Ciao Riri52

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