Letterina di Natale

Caro Babbo Natale,
all’alba dei trenta mi rendo conto di non averti mai scritto una lettera. Desiderare, ho sempre desiderato tante cose, ma mi hanno insegnato a non aspettare, a darmi da fare per realizzare i miei sogni. Un po’ di fortuna, quella sì, ma me ne hai portata anche se non te l’ho esplicitamente chiesta.
Però, come mai in passato, ho visto piovere letterine ovunque, nei blog, in TV, sui giornali. Ovunque c’è qualcuno che chiede, ha desideri e paure da condividere e invoca l’aiuto di qualcuno di superiore, dalla bontà e dalla generosità sconfinata.
Queste letterine nascondono in parte buoni propositi, a volte ipotetici o utopici, ma di sicuro rivelano un’irrefrenabile desiderio di cambiamento, di crescita, tante speranze e fede per il futuro.
Se un futuro migliore per tutti potesse stare in un’unica slitta, allora vale la pena compilare una letterina di Natale. Quindi lo faccio.
Come dicevo, Caro Babbo Natale, quest’anno vorrei che la gente se ne fregasse di più e che alla classe politica gliene fregasse di più che alla gente gliene freghi ancora qualcosa. Scusami il giro/gioco di parole, ma sono certo che mi hai capito. Io credo che tutti abbiano bisogno di sentirsi considerati dal Governo, di toccare con mano leggi fatte non per quello scarabocchio astratto che è l’Italia, ma le persone in carne ed ossa, gli Italiani, di destra, di sinistra, di centro, di sotto e di sopra. La politica dovrebbe unire non dividere e soprattutto spianare la strada e insegnare che “è bello darsi da fare per gli altri” e non “è bello darsi da fare per portare la pagnotta a casa a spese degli altri”.
Santa Claus, fa che anche la Chiesa segua questa direzione, che si avvicini alle persone, alla realtà sociale e mutevole che spesso sconvolge e sorprende, ma che ha sempre bisogno di un sostegno morale concreto, attuale. Non si può pretendere che la fede sia l’ambito dove fare domande e attendere le risposte dal cielo, dateci le risposte e fateci capire che siete dalla nostra parte, e così anche noi saremo dalla vostra.
Caro Babbo Natale fa che la gente guardi meno TV e legga più libri, non quelli scritti dai Ghost Writer che sono impilati nelle librerie al solo scopo di essere insacchettati, ma quelli scritti da persone che credono ancora nella comunicazione, nel darsi agli altri con generosità, anche semplicemente con un genuino spirito di intrattenimento, che non c’è niente di male.
Caro Babbo Natale liberaci dai cinepanettoni, te lo chiedo come favore personale. Certo, qualcuno andando al cinema rimarrà deluso nel non vedere i faccioni sorridenti dei comici nostrani e delle bellone di turno, ma sono convinto che ripiegando su un altro film ne esca migliorato e più soddisfatto. Come al solito, compito primario di chi ha la possibilità di trasmettere dei messaggi alla moltitudine è quello di assumersi la responsabilità di farlo nel modo che la gente non si aspetta e non sanando un desiderio morboso di ridere delle stupidaggini.
Se puoi, fa passare di moda Facebook. Che la gente lo usi come uno strumento qualsiasi, con morigeranza e superiorità, in modo di non farne una ragione di vita, un mezzo esclusivo per il confronto, i chiarimenti e le umiliazioni.
Che altro chiedere? Mi sembra di aver puntato abbastanza in alto con la mia prima e forse unica letterina di Natale per cui mi fermo qui.
Buon Natale!

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