Mondo senza fine

Gwenda aveva otto anni, ma il buio non le faceva paura. Quando aprì gli occhi non vide nulla, però non fu questo a spaventarla. Sapeva di trovarsi al priorato di Kingsbridge, nel lungo edificio di pietra chiamato ospitale, stesa a terra su un giaciglio di paglia. Accanto a lei era sdraiata la madre; dal tiepido profumo, Gwenda comprese che stava allattando il piccolo, ancora senza nome. Vicino alla mamma c’erano il papà e poi il fratello maggiore Philemon, di dodici anni.

Mondo senza fine, Ken Follet

Il seguito de “I pilastri della Terra” non delude le aspettative. Lo ammetto, ho una predilezione per l’autore e mi sento in tutta cosienza di dire che “I Pilastri della Terra” è il mio libro preferito, il libro della mia vita. L’incipit è meno potente di quello del primo romanzo (che trovate qui) però è suggestivo allo stesso modo.

Ma parliamo dell’incipt: strano che una bambina di otto anni non abbia paura del buio, perchè si trova nell’ospitale di un priorato con tutta la famiglia se non dichiara di stare male? Tutte domande che pone l’incipit e che nell’arco di due pagine trovano risposta. Non mancano le finezze tipiche di Follet, come il “tiepido profumo” che suggerisce il latte senza nominarlo, dandone molto di più la sensazione complessiva invece che solo visiva.

Il minimo che ci si aspetterebbe da un romanzo di 1300 e passa pagine è una lentezza all’inizio tipica dei “mattoni”. In questo ammiro l’autore (al quale ho avuto il piacere di stringere la mano quando ha firmato la copia che sto leggendo) il libro non è MAI lento. Non c’è un momento in cui si sbadiglia o si pensa ad altro, la maestria di Follet sta nel riempire la vita dei suoi personaggi fino all’orlo, avvenimenti, fatti, tragedie, celebrazioni, si sussueguono a ritmo serrato, si intersecano e ci permettono di conoscere un avvenimento da più punti di vista.

Gwenda non ha paura del buio perchè è una ladruncola costretta dal padre, che ruberà una borsa a una famiglia di nobili in disgrazia, sancendo la loro fine (quei soldi erano tutto ciò che avevano). Ma questo è solo l’inizio. Sono a pagina 600 e non so dire come finirà, so solo che ho l’impressione di vivere le vite di cui sto leggendo e non riesco a non appassionarmi.

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