Il Giardino Segreto

Quando Mary Lennox giunse nella grande proprietà di Misselthwaite per viverci con suo zio, tutti la trovarono veramente poco simpatica. Ed era anche vero. Il suo corpicino magrissimo, i capelli più gialli che biondi e l’espressione stizzosa del suo visino smunto non facevano certamente di lei una bella bambina. La sua carnagione era gialla quasi come i capelli, perché era nata in India ed era sempre stata piuttosto gracile.

Il Giardino Segreto di Frances E. Burnett

Questo è l’incipit del primo libro che ho letto, avevo 11 anni, credo. Prima di questo romanzo leggevo fiabe. Quelle raccolte da Calvino erano tante e interessanti.
Con questo incipit, l’autore voleva sicuramente fermare nella memoria del lettore l’immagine di Mary quando arriva nella magione inglese. Pur essendo vissuta in un luogo caldo e pieno di vita, come l’India, la bambina arriva smunta e depressa. La ragione è la morte dei genitori e le epidemie da cui era stata allontanata. Nel corso del romanzo Mary cambia molto, cresce, diventa simpatica, altruista, non è più la bambina viziata dell’inizio. Il giardino segreto risveglia in lei la voglia di essere bambina, l’entusiasmo per le nuove cose, la vita e la vitalità trasmessale dalla natura. E’ contagiosa l’atmosfera di questo libro, come la fanciullezza.

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